STUDIO DIBITONTO
Quando è possibile compensare le spese legali da parte del Giudice

La compensazione, totale o parziale, delle spese di lite può essere disposta, oltre che in caso di soccombenza reciproca, solo nelle ipotesi di assoluta novità della questione trattata, di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti o nelle ipotesi di sopravvenienze relative a questioni dirimenti e in quelle[…]

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Accompagnamento anche se il medico dice no nel certificato medico

La condizione di proponibilità si esaurisce nella presentazione di una domanda di invalidità civile, corredata di certificazione medica. L’indicazione negativa, da parte del medico curante, della sussistenza delle condizioni legittimanti l’indennità di accompagnamento non preclude l’esercizio dell’azione per il riconoscimento del beneficio preteso. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro,[…]

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CONTENZIOSO SCUOLA: CASSAZIONE CONFERMA DIRITTO ALLA PROGRESSIONE ECONOMICA. MOLTISSIMI DECRETI DI RICOSTRUZIONE SONO ILLEGITTIMI.

La Suprema Corte di Cassazione (sentenze nn. 31149/2019 e 31150/2019) mette fine ad ogni questione fissando dei paletti precisi in materia di RICOSTRUZIONI DI CARRIERA  e confermano comunque il diritto alla PROGRESSIONE ECONOMICA (22552/2016). Si tenterà in modo alquanto sintetico di evidenziare i punti salienti. Ciò che è[…]

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Prestazione revocata dall’INPS? Il rimedio è il ricorso legale

STUDIO LEGALE DIBITONTO Avverso il verbale negativo di revisione sanitaria è possibile proporre ricorso giudiziario nei termini di legge e non è richiesta una nuova domanda (Cassazione, sentenza n° 28445/2019) ————— Per l’INPS, sulla base di un presunto “consolidato” orientamento giurisprudenziale, quando un cittadino intenda ottenere il ripristino di[…]

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CASSAZIONE: SCATTI ANZIANITA’ AGLI ATA PER TUTTO IL PERIODO DI PRECARIATO

La Suprema Corte di Cassazione conferma il proprio orientamento in materia di progressione economica del personale scolastico. Per gli ATA dopo la sentenza CGUE Motter nulla cambia. Sì alle differenze retributive come se il dipendente fosse stato a tempo indeterminato dal primo contratto a tempo determinato. CASSAZIONE SULLA[…]

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INPS costituita in giudizio mediante procuratore: la notifica della sentenza va fatta a quest’ultimo

Nelle controversie in cui è parte l’INPS, ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, la notifica della sentenza alla parte costituita mediante procuratore deve essere effettuata a quest’ultimo e nel domicilio del procuratore medesimo. Così la Corte di Cassazione con ordinanza n. 3145/19, depositata il 1°[…]

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QUANDO UN RAPPORTO DI LAVORO PUO’ RITENERSI SUBORDINATO: LA CASSAZIONE TORNA SULLA QUESTIONE.

Con una sentenza estiva la Cassazione ha ripercorso i parametri identificativi di un rapporto di lavoro subordinato. La Suprema Corte ha, in sintesi, ribadito che gli indici di subordinazione sono dati:  dalla retribuzione fissa mensile in relazione sinallagmatica con la prestazione lavorativa;  l’orario di lavoro fisso e continuativo;  la continuità[…]

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Licenziamento collettivo: prossimità alla pensione è un valido criterio di scelta

La sentenza n. 24755/2018 della Sezione Lavoro della Suprema Corte di Cassazione affronta il controverso tema della legittimità di accordi collettivi c.d. gestionali conclusi in sede di procedura di mobilità ex Legge n. 223/1991 al termine dell’esame congiunto, ed in particolare quello della validità di criteri di scelta convenzionali – come quello[…]

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La firma sulla busta paga non prova il pagamento dello stipendio

La Cassazione (con sentenza n. 28029/2018 sotto allegata) ribadisce ancora una volta che la firma apposta dal lavoratore dipendente sulla busta paga non dimostra l’avvenuto pagamento della retribuzione. Non esiste infatti una presunzione assoluta di corrispondenza tra la retribuzione percepita dal lavoratore rispetto a quella che risulta dalla busta paga. Questo perché[…]

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LICENZIAMENTI INGIUSTIFICATI: SPETTA AL GIUDICE DETERMINARE L’INDENNITÀ RISARCITORIA

È incostituzionale il criterio di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato – ancorato solo all’anzianità di servizio – previsto dal decreto legislativo n. 23/2015 e confermato dal cosiddetto “decreto dignità” del 2018. Il meccanismo di quantificazione – un “importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento[…]

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