STUDIO DIBITONTO
CASSAZIONE: SCATTI ANZIANITA’ AGLI ATA PER TUTTO IL PERIODO DI PRECARIATO

La Suprema Corte di Cassazione conferma il proprio orientamento in materia di progressione economica del personale scolastico. Per gli ATA dopo la sentenza CGUE Motter nulla cambia. Sì alle differenze retributive come se il dipendente fosse stato a tempo indeterminato dal primo contratto a tempo determinato. CASSAZIONE SULLA[…]

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INPS costituita in giudizio mediante procuratore: la notifica della sentenza va fatta a quest’ultimo

Nelle controversie in cui è parte l’INPS, ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, la notifica della sentenza alla parte costituita mediante procuratore deve essere effettuata a quest’ultimo e nel domicilio del procuratore medesimo. Così la Corte di Cassazione con ordinanza n. 3145/19, depositata il 1°[…]

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QUANDO UN RAPPORTO DI LAVORO PUO’ RITENERSI SUBORDINATO: LA CASSAZIONE TORNA SULLA QUESTIONE.

Con una sentenza estiva la Cassazione ha ripercorso i parametri identificativi di un rapporto di lavoro subordinato. La Suprema Corte ha, in sintesi, ribadito che gli indici di subordinazione sono dati:  dalla retribuzione fissa mensile in relazione sinallagmatica con la prestazione lavorativa;  l’orario di lavoro fisso e continuativo;  la continuità[…]

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Licenziamento collettivo: prossimità alla pensione è un valido criterio di scelta

La sentenza n. 24755/2018 della Sezione Lavoro della Suprema Corte di Cassazione affronta il controverso tema della legittimità di accordi collettivi c.d. gestionali conclusi in sede di procedura di mobilità ex Legge n. 223/1991 al termine dell’esame congiunto, ed in particolare quello della validità di criteri di scelta convenzionali – come quello[…]

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La firma sulla busta paga non prova il pagamento dello stipendio

La Cassazione (con sentenza n. 28029/2018 sotto allegata) ribadisce ancora una volta che la firma apposta dal lavoratore dipendente sulla busta paga non dimostra l’avvenuto pagamento della retribuzione. Non esiste infatti una presunzione assoluta di corrispondenza tra la retribuzione percepita dal lavoratore rispetto a quella che risulta dalla busta paga. Questo perché[…]

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LICENZIAMENTI INGIUSTIFICATI: SPETTA AL GIUDICE DETERMINARE L’INDENNITÀ RISARCITORIA

È incostituzionale il criterio di determinazione dell’indennità spettante al lavoratore ingiustamente licenziato – ancorato solo all’anzianità di servizio – previsto dal decreto legislativo n. 23/2015 e confermato dal cosiddetto “decreto dignità” del 2018. Il meccanismo di quantificazione – un “importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento[…]

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ILLEGITTIMI GLI INDEBITI PREVIDENZIALI INPS A DETERMINATE CONDIZIONI

  Il cittadino non è tenuto a restituire somme che l’Inps ritiene aver corrisposto indebitamente se •il pagamento è avvenuto sulla base di un provvedimento definitivo, •manca il dolo dell’interessato, •il pensionato ha segnalato in maniera corretta e completa tutti i fatti incidenti sul diritto o sulla misura[…]

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DOCENTI: ok al compenso sostitutivo delle ferie maturate, ma non fruite

Sì al diritto al pagamento del compenso sostitutivo delle ferie maturate, ma non fruite Storica ed innovativa la sentenza del Tribunale di Foggia Sezione del 15.03.2018 che ha accolto un ricorso pilota patrocinato dal nostro studio legale nella persona del socio equity partner Avv. Marco Dibitonto. Chi non[…]

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Architetto non iscritto a Inarcassa – Obbligo di iscrizione e versamento alla Gestione separata Inps – Redditi prodotti quale lavoratore autonomo – Sussiste – Ulteriore rapporto di lavoro subordinato – Non rileva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 18 dicembre 2017, n. 30345 Professionisti – Architetto non iscritto a Inarcassa – Obbligo di iscrizione e versamento alla Gestione separata Inps – Redditi prodotti quale lavoratore autonomo – Sussiste – Ulteriore rapporto di lavoro subordinato – Non rileva Fatti di causa Con[…]

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Non è più obbligatorio indicare il valore della controversia previdenziale/assistenziale nel ricorso legale

La Consulta ha decapitato l’art. 152 disp. att. cod. proc. civ., ultimo periodo, il quale prevede che «A tale fine la parte ricorrente, a pena di inammissibilità di ricorso, formula apposita dichiarazione del valore della prestazione dedotta in giudizio, quantificandone l’importo nelle conclusioni dell’atto introduttivo». Per la Corte[…]

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